A chi non è capitato nella propria vita di sentirsi solo…
Io ho vissuto questo stato d’animo molte volte. Durante il set è poi una costanza. Solo in mezzo alla sceneggiatura, tra i miei personaggi di fantasia, tra la macchina da presa, pronta a fare il suo dovere, e la scena che devo girare, tra il motore, il ciak e quell’istante conosciuto come azione.
Solo.
Circondato da persone ma solo nell’anima della storia, quella che devo cercare in tutti i modi di fare emergere dalla mia regia.
Che brutta cosa essere soli, vero?
La solitudine ci imprigiona, ci violenta, ci impedisce di vederne i colori, di sentirne i profumi e di ascoltarne i suoni.
Occorre forza per resistere alla solitudine. Serve coraggio per affrontare le proprie difficoltà e spesso è più facile ritenere che sia inutile parlarne, tanto a chi interesserebbero le nostre fragilità, i nostri problemi?
L’affamato può capire la fame, il soldato può apprezzare la bellezza della pace e l’esiliato può comprendere la bontà della compagnia.
Io ho vissuto tre mesi in strada, la conosco la solitudine, ci ho parlato quasi tutte le sere e alla fine sono riuscito a togliergli la parola, a fare in modo che non avesse più nulla da dirmi.
Nel silenzio di casa mia, tra il solo rumore dei miei pensieri, ho deciso così di far nascere questa iniziativa. Ora vi chiedo di non lasciarmi solo in e di entrate a far parte del mio team. Sono sicuro che ci renderà persone migliori.